domenica 29 luglio 2012

Lei e lui - Peperoncini piccanti ripieni


Lei e lui entrano al supermercato. Mentre lei inizia a riempire le bustine trasparenti di frutta e verdura, lui si aggira furtivo tra gli scaffali dei biscotti e merendine. Lei gli lancia uno sguardo di disapprovazione, gli consegna le buste già pesate e lo spedisce a prendere le patate.
Quando torna lei ha già riempito mezzo carrello ma lui non se ne accorge, è felice perchè reca con sè un piccolo tesoro, in un sacchettino ha depositato SETTE piccoli peperoncini piccanti rossi, grammi totali 150.


Lei scuote la testa e gli chiede che cosa ci fà con quei peperoncini e sopratutto dove sono le patate... lui arrossisce e le dice che avrebbe piacere di provare i peperoncini ripieni di tonno, quelli che usualmente si trovano nei vasetti sott'olio.
Lei lo avverte che i peperoncini sono davvero piccanti ricordandogli che lui a mala pena sopporta una spolverata di peperoncino secco nel ragù. Lui tenta di convincerla, nel frattempo cerca nello scaffale delle lattine il necessario per fare il ripieno, tonno, acciughe, capperi...
Lei pensa che deve ancora fare una ricetta per l'Abbecedario culinario che questa volta riguarda la Puglia. Ricorda che una sua amica di Taranto faceva spesso questi peperoncini e diceva che erano tipici della sua regione. Lei acconsente alla richiesta di lui aggiungendo nel carrello anche una bottiglia di buon olio extravergine d'oliva.
Tornati a casa lei comincia a cercare una ricetta su internet, ne trova parecchie, tutte molto simili, prende appunti su un post it che appiccica alla parete della cucina.


Il giorno dopo comincia a preparare i peperoncini, li lava bene e li svuota. Usa un paio di guanti di lattice perchè ha letto da qualche parte che il succo di questi peperoni irrita la pelle delle mani.
Mette a scaldare un pentolino con acqua e vino bianco in egual quantità più metà quantità di aceto bianco.
Quando l'intruglio bolle ci butta i peperoncini e li lascia cuocere  3 minuti.


Li scola e li mette ad asciugare su della carta da cucina, poi li mette su un piatto e li mette da parte affinchè si asciughino perfettamente.


Lei ha un posto sicuro dove lasciare i peperoncini ad asciugare: il forno a microonde, spento naturalmente.
Ovviamente la sera per un motivo qualsiasi lui apre il forno e chiede a lei come mai son lì i peperoncini. Lei con pazienza gli spiega tutto ben sapendo che lui si dimenticherà immediatamente.
Il giorno dopo lei prepara il ripieno mettendo nella tazza del mixer una scatoletta di tonno, tre alici sott'olio, una manciatina di capperi sotto sale sciacquati nell'acqua tiepida, uno spicchio d'aglio e un filo d'olio EVO.
Trita bene il tutto fino a formare una crema morbida.


Fa assaggiare a lui per sapere se è giusto di sale...aggiusta di sale poi riempie i peperoncini con la crema di tonno e mette un cappero dissalato nel centro di ogni peperoncino.


Lui le dice che sono proprio carini, vorrebbe rubargliene uno ma lei lo ammonisce.. ce ne sono così pochi!


A questo punto lei li mette in un vasetto di vetro pulitissimo, cerca di metterli in maniera carina, che siano anche belli da vedere. Riempe poi il vasetto con l'olio extravergine d'oliva.


Sotto gli occhi stupiti di lui, lei batte leggermente il fondo del barattolo sul piano di lavoro spiegandogli che serve a far salire in superficie eventuali bolle d'aria. 
Il vasetto rimane ancora qualche ora aperto affinchè l'olio si distribuisca in ogni anfratto poi lei rabbocca ancora il vasetto con l'olio, lo tappa e annuncia a lui che ora lo farà bollire per sterilizzarlo.


Lui chiede quanto dovrà aspettare per assaggiare i peperoncini, lei accenna vagamenta a 'qualche mese'.
Lui è un pò deluso, vorrebbe assaggiarli subito, in effetti anche lei è curiosa... alla fine decide di non sterilizzare il vasetto e tenerlo per qualche giorno in dispensa.
La sera però, all'ora di cena, il vasetto magicamente compare sulla tavola apparecchiata, lui ha un espressione sorniona. Ma sì, assaggiamoli!




Lui ha un pò paura del piccante, si prepara un bicchiere d'acqua e un boccone di pane per lenire eventualmente bruciori molesti. Al primo assaggio il piccante non si nota troppo, esce dopo ma non è così tremendo come temeva. Anche Lei si decide ad assaggiare, nella bocca il sapore del ripieno avvolge il peperoncino che scivola nello stomaco senza fare troppi danni, annuisce contenta, esperimento riuscito!
Dopo cena accende il PC e si accinge a scrivere un post su questi meravigliosi peperoncini che poi manderà a Patrizia de 'La melagranata' che ospita l'Abbecedario.



Grazie anche alla Trattoria MuVaRa per aver ideato questa iniziativa.
Ogni riferimento a persone o fatti accaduti è PURAMENTE casuale... ;-)

Ingredienti per 1 kilo di peperoncini

- 500 grammi di tonno sott'olio sgocciolato
- 200 grammi di acciughe sottolio sgocciolate
- tre cucchiai di capperi sotto sale dissalati in acqua tiepida e strizzati + capperi qb per la decorazione dei peperoncini
- 4 spicchi d'aglio
- sale qb
- 1 litro d'olio extravergine d'oliva
- 1 litro vino bianco
- mezzo litro scarso di aceto bianco

Dopo aver invasato i peperoncini e chiuso i tappi sterilizzate i vasetti mettendoli in un pentolone ben avvolti in strofinacci da cucina per non farli sbattere fra loro e rischiare di romperli. Coprirli d'acqua e far bollire per 30 minuti. Lasciarli raffreddare nell'acqua, prima di riporli controllare che il tappo abbia fatto il vuoto altrimenti ribollirli di nuovo o conservarli in frigo e consumarli presto.



martedì 24 luglio 2012

Non tutte le friselle riescono col buco - Friselline pugliesi


...le mie ad esempio il buco non ce l'hanno oppure è piccolo, e vabbè, importante che siano buone.
E buone lo sono, modestamente...
Le ho preparate per l'Abbecedario culinario che questa volta si è spostato a Otranto in Puglia e viene ospitato da Patrizia del blog 'La melagranata' 
La Puglia la conosco purtroppo solo da quello che mi hanno raccontato mio marito, che ha lavorato qualche mese lì da giovane, e la mia cara amica Patrizia che è pugliese e ogni anno in estate abbandona il paesetto lombardo dove abita per passare le vacanze nella sua terra natia. Lei mi ha fatto conoscere la Taranta (o Pizzica), il ballo frenetico tipico dei pugliesi, che è ammaliante, quasi ipnotico.



Mio marito ricorda sopratutto il mare, incredibilmente pulito e quasi abbagliante sotto il sole torrido, e il cibo.
A me è bastato vedere le foto che ha postato la Melagranata per innamorarmi irrimediabilmente di questa terra e decidere, con il consenso di mio marito, che sarà la prossima regione che esploreremo in un futuro spero non troppo remoto.
Intanto mi sono accontentata di preparare e gustare queste friselline pugliesi, così semplici e così gustose.
La storia delle friselle è ormai famosa, sono il 'pane' che si portavano in mare i pescatori. Secche perchè non si deteriorassero venivano inzuppate di acqua di mare e fornivano la razione quotidiana di carboidrati.
Oggi vengono condite con pomodori, capperi, origano e altri ingredienti ma sono ottime anche solo sfregate con aglio e inondate di buon olio EVO.


Per circa 16 friselle:

- 150 gr di farina 00
- 100 gr di semola rimacinata
- 10 gr di lievito di birra fresco
- 10 gr di sale
- 150 ml di acqua

Per il condimento (per 8 friselle)

- 2 bei pomodori rossi grandi (quelli a grappolo)
- 8 capperi
- origano (sostituito da me con basilico)
- uno spicchio d'aglio tritato (io ho usato l'aglio secco che si amalgama meglio in questi condimenti)
- buon olio extravergine d'oliva
- sale

Sciogliere il lievito nell'acqua. Nella ciotola dell'impastatrice mettere le farine e l'acqua. Impastare un pò, aggiungere il sale, impastare ancora per 15 minuti.
Fare un panetto e lasciarlo riposare 20 minuti.


Rovesciare il panetto sulla spianatoia spolverata di farina e dargli qualche piega a mano.


Stendere un pò il panetto, tagliare dei bastoncini (otto) rotolarli con le mani e formare delle'ciambelle'.


Appoggiare queste ciambelle su una placca da forno rivestita con carta forno e far lievitare un ora.
Infornare a 200 gradi per 20/25 minuti.


Sfornare e lasciar raffreddare un pò.
Tagliare le ciambelle per il lungo e mettere le due parti su una griglia da forno con la parte della 'mollica' verso l'alto.
Rimettere in forno a 180 gradi finchè si biscottano (a me son bastati 10 minuti ma controllate spesso che non si brucino).


Per il condimento lavate bene i pomodori, togliete i semi e il liquido interno e tagliate la polpa a cubettini.


Aggiungete ai pomodori i capperi tritati, il sale, l'aglio, l'origano o il basilico, l'olio EVO.


Tuffate le friselle per qualche istante nell'acqua.


Ricopritele con il condimento preparato.


Ringrazio la Trattoria MuVaRa che ha ideato questa simpatica inziativa.


venerdì 20 luglio 2012

Bread Baking Day # 52 - Fougasse al basilico



Ma quanto è bello panificare? lo sà bene Zorra che ha 'inventato questa bella raccolta, il Bread Baking Day ovvero il giorno della panificazione.


Ogni mese l'iniziativa viene ospitata da un blog diverso e questo mese è la volta della nostra amica 'Cindystar'
Lei ha scelto un tema molto particolare, i pani francesi. STUPENDO! Era da tanto che volevo fare la Fougasse ed ecco  l'occasione giusta. 
Cos'è la Fougasse?? una focaccia? si ok ma mica una focaccia normale, intanto ha una forma particolare, originalissima e a mio parere molto bella da vedere. Gli ingredienti sono i soliti ma la preparazione è un pò articolata. 
La fougasse si può fare anche dolce ma la più comune è salata e a volte è anche ripiena con olive o cipolla. Spesso viene insaporita da erbe Provenzali che io ho sostituito con un profumo tipicamente italiano, il basilico.


Ecco gli ingredienti per 4 fougasse:
- 500 gr. di farina 0
- 12 gr. di lievito di birra fresco
- un cucchiaino di miele
- un cucchiaio scarso di sale fino
- 4 cucchiai di olio EVO
- 100 ml di latte
- 170 ml di acqua
Per la crema del ripieno
- 70 ml di olio Evo
- 30 ml di latte
- 70 gr di farina
- un pizzico di sale
- una manciata di foglie di basilico tritate grossolanamente

Ho sciolto il lievito in poca acqua tiepida insieme allo zucchero e ho versato tutto nel cestello dell'impastatrice, ho aggiunto il resto dell'acqua, il latte e l'olio, sopra ho versato la farina e infine il sale.
Ho lasciato impastare per 15 minuti poi ho tolto la massa dal cestello, ho formato un panetto e l'ho unto per bene, l'ho messo in una ciotola, coperto con uno strofinaccio pulito e lasciato lievitare nel forno spento al riparo da sbalzi di temperatura.


Nel frattempo ho preparato la 'crema' del ripieno amalgamando olio, latte, farina, sale e basilico fino a formare una crema liscia e senza grumi.


Quando l'impasto è raddoppiato di volume (circa un oretta) 


l'ho rovesciato sulla spianatoia e l'ho steso con le dita. L'ho ricoperto con la crema al basilico.


Ho piegato l'impasto in quattro 'a portafoglio'.


L'ho steso molto delicatamente col mattarello badando a non far uscire la crema (uscirà lo stesso un pochino ma cercate di trattenerla all'interno il più possibile).


ho diviso ora l'impasto ottenuto in quattro parti. 


Ho appiattito e modellato ogni parte cercando di dare una forma di 'foglia' poi ho fatto dei tagli alla fougasse allargandoli bene affinchè non si richiudano in cottura. Ho messo le fougasse su una placca da forno.


Ho acceso il forno alla massima potenza. Il tempo che ci mette il forno a riscaldarsi è sufficente per far rilievitare leggermente le fougasse. Non devono lievitare troppo.
Quando il forno è arrivato a temperatura ho infornato e ho abbassato il termostato a 220 gradi. Ho lasciato cuocere per 20/25 minuti controllando ogni tanto che non si colorino troppo.


Io non le ho spennellate di olio prima di infornarle perchè di olio ne hanno già parecchio all'interno e non è necessario.
Sono venute davvero buone e si sono mantenute morbide anche il giorno dopo, l'ultima rimasta l'ho gustata appena riscaldata in forno, riprende fragranza e morbidezza.


Ringrazio ancora Cinzia che oltre ad ospitare la versione in inglese ospiterà anche una versione tutte in italiano perciò, cosa aspettate? partecipate!


EDIT: Questa ricetta partecipa anche alla raccolta Abbecedario culinario della Comunità Europea  ospitato per la Francia, da 'Zibaldone Culinario'.


domenica 15 luglio 2012

Ghiaccioli homemade alla frutta


E' domenica e fa caldo, l'idea migliore sarebbe di prender su un asciugamano e andare al mare. La verità è che io non ho mai amato andare al mare se non da bambina con i miei genitori.
Sono un pò fastidiosa, non mi piace la confusione, non amo sudare sotto il sole. mi annoio a non far niente e quindi al mare non ci vado!
Il caldo lo combatto con il ventilatore, e adesso anche col condizionatore, con le docce fresche e facendo scorpacciate di frutta.
A questo proposito a volte mi capita di esagerare e comprare più frutta di quella che poi riusciamo a consumare, niente paura, la macedonia è la cosa migliore per smaltire eccedenze.
Ma se anche la macedonia è troppa e rischia di rovinarsi prima di finirla fate come me, ghiacciatela!
Basta solo frullarla anche grossolanamente e metterla nei appositi stampini per ghiacciolo che si trovano anche al supermercato per pochi euro e infilarli nel freezer.
Dopo qualche ora potete gustarvi dei ghiaccioli freschi e sani.


Nel mio caso la macedonia era composta da albicocche, pesche, mele e banane in proporzione variabile con l'aggiunta del succo di un limone e tre cucchiai di zucchero.


L'ho frullata poco per mantenere qualche pezzo un pò più grande.


Ho riempito gli stampini e ho messo in freezer per tutta la notte.


E mentre vi scrivo nel freezer ce ne sono altri 4 che solidificano, stavolta preparati solo con pesche e banane un goccio di sciroppo di lampone. Potete usare qualsiasi frutta vogliate e in più potete anche aggiungere yogurt o latte per renderli più sostanziosi, provateli anche solo banana+latte o sciroppo di menta+latte... sono stupendi!


EDIT: Ecco quelli di oggi, albicocca, pesca e banana, congelati in coppette da muffin, carini vero?


venerdì 13 luglio 2012

Non ci sono più i meloni di una volta... - Tarte tatin al melone e albicocche


Beh è probabile piuttosto che la mia mano e il mio naso non siano infallibili. Mia madre mi ha insegnato che per riconoscere un buon melone bisogna tastare il 'sederino' se cede un pò è maturo... e bisogna anche annusare bene il melone, se avete buon naso dovreste sentire il profumo, lievemente ovvio, ma si sente.

Nonostante questi accorgimenti sono riuscita a comprare un melone orrendo, immangiabile, non acerbo ma senza sapore e con un profumo strano, 'di zucca'. Che fare??? Buttarlo? sia mai, la prima idea che ho avuto è stata di usarlo per fare una zuppa fredda magari con aggiunta di spezie o panna acida ma sò per certo che mio marito non avrebbe apprezzato, nossignore quelle brodaglie le sopporta appena d'inverno figurarsi d'estate!
Aprendo il frigo ho visto di sfuggita il povero vasetto di marmellata d'albicocche aperto un paio di giorni prima e poi abbandonato per una più buona e salutare marmellata di pesche homemade (a presto la ricetta).
E più dietro il rotolo di pasta sfoglia che stava per scadere ed era taaanto triste...
E vada per il dolce...


Ingredienti:
- un piccolo melone
- un rotolo di pasta sfoglia pronta
- un vasetto di marmellata d'albicocche
- un paio di cucchiai di zucchero semolato

Pulite il melone ricavandone delle fettine sottili. Adagiatele in uno stampo da forno, io ho usato uno in silicone quindi le ho appoggiate direttamente, se usate una teglia di metallo o ceramica rivestitela di carta forno.
Cercate di dare loro una disposizione aggraziata...
Ricoprite le fette di melone con la marmellata di albicocche, abbondate pure  (non vorrete mica lasciare nel vasetto un paio di cucchiaiate? naaaaaa...).


Adesso srotolate la pasta e bucherellatela con una forchetta. Adagiatela sulle fette di melone e rimboccate un pò i bordi verso l'interno.


Riscaldate il forno a 200 gradi, mentre aspettate tenete la teglia in frigo.
Cuocete per 20 minuti. Sfornate e lasciate un pò raffreddare.


'Scaravoltate' la torta su un piatto da portata. Siccome la mia marmellata era a basso contenuto di zucchero (light) ho spolverizzato la superficie della torta ancora calda con zucchero semolato. Se usate quelle belle marmellate superdolci lo zucchero non è necessario.


Questa è una torta che potete fare con qualsiasi frutto che magari si stà rovinando o non è molto maturo. La marmellata  aggiusta il sapore e potete decidere se usarla dello stesso frutto che userete o una a contrasto.

Con questo dolce vorrei partecipare alla raccolta del blog 'Cucchiaio e pentolone'