martedì 23 ottobre 2012

WHB #357 - La rete in rosa - Gelatina di melograne


Ogni ottobre la LILT organizza il mese della campagna di prevenzione del tumore al seno. Anche quest'anno la rete si mobilita per divulgare questo messaggio condividendolo tramite i maggiori social network, i blog e i siti personali.
In particolare vorrei segnalare e di conseguenza partecipare all'iniziativa lanciata da 'Gialla ai fornelli' che invita tutti a diffondere il messaggio di 'prevenzione in rosa' attraverso il web.


Il mio piccolo contributo lo dò regalandovi la mia gelatina di melograne che nasce proprio da una piccola storia 'tra donne'.


Un pò di tempo fà una mia vicina, una carissima signora 'in età', che ha un meraviglioso albero di melograne in giardino mi ha regalato una enorme cesta di questi stupendi frutti. Ovviamente sono rimasta molto contenta di questo pensiero e le ho dimostrato talmente tanto entusiasmo che la settimana dopo mi ha fatto trovare davanti la porta di casa un altra cassetta piena di melograne. Nel frattempo io le avevo fatto qualche piccolo lavoretto di cucito e quando sono andata a portarglielo le ho dato anche una pagnottella di pane alla zucca che avevo appena sfornato. Una delle cose che più amo del mio Villaggio è proprio questa condivisione, questo scambio di piccoli piaceri che ci si fà tra conoscenti, è una cosa che purtroppo in una grande città è difficile da trovare.
Tornando alle melograne, che farne? mi è venuta subito l'idea di fare la gelatina e mi vedevo già con uno stuolo di vasetti sterilizzati pronti da riempire con chili di gelatina bollente.
La realtà è che dopo aver passato un pomeriggio intero a sgranare melograne mi è passato l'entusiasmo e ho deciso di lasciar perdere l'idea dei 'mille' vasetti e limitarmi a due...


Per due vasetti da 250 grammi
- 8 melograne grandine
- zucchero (metà del peso del succo che ricavate dai chicchi delle melograne)
- una busta di pectina 2:1

Sgranate le melograne togliendo accuratamente le pellicine gialle che sono amarissime. Passate i chicchi nel passaverdura ricavandone solo il succo. E' un operazione un pò 'dura' e noiosa, cercate di spremere più possibile i chicchi.
Pesate il succo, versatelo in una pentola e aggiungete zucchero semolato pari a metà del suo peso (esempio: per 600 gr di succo mettete 300 gr di zucchero) Aggiungete anche la pectina.
Mettete la pentola su fuoco e portate a ebollizione. Non serve bollire tanto il succo perchè la pectina lo rapprenderà presto, inoltre se bollite troppo lo zucchero inizia a caramellizzare e la gelatina diventa scura.
Dopo qualche minuto di bollitura fate la prova del piattino, cioè mettete un cucchiaino di prodotto su un piatto freddo, fate raffreddare qualche istante e inclinate il piatto. Se la gelatina non cola ma resta densa è il momento di invasare.
Prendete dei vasetti sterilizzati, io li sterilizzo tenendoli 45 minuti in forno a 120 gradi ( i coperchi li faccio bollire a parte per venti minuti), riempiteli con la gelatina fino all'orlo, tappateli e rovesciateli a testa in giù tenendoli in questa posizione finchè non si sono completamente raffreddati.


Ed ecco la mia gelatina, è buonissima, il sapore di melograna è intenso ed essendo poco dolce la potrete usare anche come accompagnamento per il bollito. Ma il suo meglio lo dà sui biscotti digestive, secondo me.

Grazie e ricordate, 
PREVENIRE E' VIVERE


Con questa ricetta voglio partecipare al WHB ospitato questa settimana da Cristina del blog 'La cucina di Cristina'.


Ringrazio come sempre


domenica 21 ottobre 2012

U come.. uh che buoni! - Spaghetti mari e monti


... O anche U come Urbino. L'abbecedario culinario d'Italia arriva nelle Marche, e viene ospitato dal blog di Antonia 'La Gigadea'.
Devo dire che mi sono trovata in difficoltà con questa regione perchè non la conosco, la sua cucina è molto territoriale ma per fortuna c'è anche molto pesce, che adoro, e quindi ho cercato nelle ricette 'marinare'. Ho scelto questi spaghetti che uniscono sia il mare che la montagna, mi son sembrati perfetti sia per gli ingredienti che mi piacciono molto,  sia per la semplicità di esecuzione della ricetta.


'Spaghetti mari e monti'

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr di spaghetti ( i miei trafilati al bronzo)
- 400 gr di funghi misti (io pleurotus)
- 400 gr di calamari
- 400 gr di pomodorini ciliegino
- mezzo bicchiere di vino (io omesso)
- uno spicchio d'aglio
- olio EVO, sale e peperoncino
- prezzemolo

Lavate, e pulite i calamari, tagliateli a pezzi. Sciacquate velocemente i funghi asciugateli e tagliateli a pezzi. Lavate i pomodorini e tagliateli a metà.


Soffriggete lo spicchio d'aglio nell'olio evo, quando è ben brunito toglietelo e versate nella padella i funghi e i calamari.


Fateli rosolare bene, a fuoco alto e scoperti, entrambi gli ingredienti rilasciano parecchia acqua quindi aspettate che si sia asciugata tutta prima di sfumare con il vino. Ci vorranno una decina di minuti.
Lasciate evaporare il vino e poi aggiungete i pomodorini. Aggiustate di sale e cuocete coperto a fuoco medio per altri 15 minuti.


Quando il sugo è pronto aggiungete peperoncino a piacere e abbondante prezzemolo tritato.


Fate saltare gli spaghetti nella padella col condimento per qualche minuto.


Buon appetito


E grazie alla Trattoria MuVaRa che ha ideato l'abbecedario culinario d'Italia.




domenica 7 ottobre 2012

Miramare - Tripe ala triestina


Il biglietto da visita di Trieste, la città dove è arrivato l'abbecedario culinario d'Italia, è il bellissimo Castello di Miramare.

Foto presa dal web

Questo castello è tanto bello quanto malinconico, la storia dei suoi abitanti, Massimiliano d'Asburgo e Carlotta del Belgio è alquanto triste. Massimiliano riesce a goder ben poco della sua sfarzosa dimora visto che viene inviato in Messico per diventarne Imperatore ma dopo pochi anni muore fucilato dagli oppositori del suo regno.
Carlotta, che per qualche tempo era rimasta in Messico col marito, torna in Europa e cerca di intercedere per lui presso Napoleone III ma ormai la sorte di Massimiliano è segnata. Carlotta, alla notizia della morte del marito, perde la ragione e vive i suoi ultimi anni nella follia vegliata dal fratello. Non a Miramare ma in una tenuta di famiglia, anche se  la leggenda dice che Carlotta pazza di dolore si getta in mare dalle rupi che costeggiano il castello.
Anche il Duca Amedeo di Savoia che risiedette al Castello di Miramare negli anni 30 fece una brutta fine. Divenuto Vicerè d'Etiopia nel 1936, muore di malaria, prigioniero di guerra a Nairobi.
Sarà per questo che si dice che il Castello porta sfortuna, qui si usa dire che se una coppia di fidanzati visita il Castello, prima o poi finirà per lasciarsi e se uno studente marina la scuola e va a passeggiare nel parco di Miramare sarà sicuramente bocciato.... vabbè queste sono solo voci.

Foto scattata da mia mamma

In realtà il Castello e sopratutto il Parco sono meravigliosi ed è col cuore gonfio di dolore che ho saputo che sono caduti in un degrado vergognoso.
Il Sindaco ha scritto addirittura al Ministro Ornaghi per avere aiuti concreti atti a riportare il Castello e il Parco all'antico splendore.
Io ho scoperto che il FAI (Fondo per l'ambiente Italiano) indice un censimento per votare il 'luogo del cuore' quello che più si ama e che ha bisogno di essere aiutato o valorizzato.


Se volete aiutarmi a riportare il Castello di Massimiliano e Carlotta com'era nei tempi andati, clikkate sul banner, registratevi e votate. Potete anche fare più segnalazioni quindi se anche voi conoscete un luogo che ha bisogno dell'aiuto del FAI cercatelo nel sito e segnalatelo.
Il FAI non dispone di fondi propri ma con questa iniziativa vuole sensibilizzare sia gli enti pubblici che quelli privati ad investire sui beni storici, artistici e paesaggistici della nostra bella Italia.

Foto mia

E quando il Castello sarà tornato bello come una volta vi invito tutti a venire a visitarlo, a perdervi tra i viottoli del parco, soffermarvi davanti al castelletto, osservare il panorama dal gazebo che dà sul porticciolo, e godervi la quiete del bellissimo giardino al'italiana.

Foto scattata da mia mamma

E adesso una ricetta Triestina che spero piacerà a 'Fiordisale' che ci ospita ancora per oggi nel suo blog per l'abbecedario culinario d'Italia.

Tripe ala triestina (Trippe alla triestina)


Per circa 4 porzioni io ho preso
- un kg di trippa mista precotta
- una scatola di pomodoro a pezzi
- una cipollina
- una carota
- una costa di sedano
- un spicchio di aglio
- un bel mazzetto di prezzemolo
- olio EVO
- sale

Ho fatto il solito soffritto con cipolla, sedano e carota in olio EVO.


Ho aggiunto le trippe e le ho fatte stufare un pò, ho salato,


ho aggiunto la scatola di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua.


Ho fatto cuocere coperto a fuoco lento per più di un ora, dovete assaggiare un pezzetto di trippa per capire se è morbida abbastanza o se bisogna prolungare la cottura.
A fine cottura ho aggiunto il trito di aglio e prezzemolo e ho lasciato insaporire per qualche minuto prima di spegnare il fuoco, controllate anche la 'densità' del sugo, non deve rimanere 'brodoso' ma piuttosto denso e morbido.
Nel frattempo ho cotto una bella polenta gialla.
Ho impiattato aggiungendo abbondante formaggio grattugiato. Sono buonissime!

Ringrazio la Trattoria MuVaRa che ha ideato questa raccolta tutta italiana!



sabato 6 ottobre 2012

La mia città - Sardoni in savor


L'abbecedario culinario d'Italia è approdato a Trieste da quasi due settimane, ed è ospitato da 'Fiordisale'
Trieste, la mia città. Il sentimento che provo verso la città che mi ha dato i natali viene descritto egregiamente dal 'nostro' poeta Umberto Saba nei versi che le ha dedicato in questa poesia che vi riporto.


Trieste

Ho attraversato tutta la città,
Poi ho salito un erta,
popolosa in principio, in la deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore 
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una collina, l'ultima s'aggrappa.
Intorno
Circola ad ogni cosa
un aria strana, un aria tormentosa,
l'aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva. 
. (U. Saba, da ''Trieste e una donna'', 1910-12)

Ecco per me Trieste è questa. Poi certo ci sono altri lati della Trieste più moderna e laboriosa ma la faccia che amo di più è quella antica, rugosa, faticosa, segnata dello scandire del tempo.
Quando ho voglia di dedicare un pò del mio tempo all'amata Trieste inizio sempre la mia passeggiata dal 'Teatro romano', per poi risalire la via omonima e arrivare in 'Cavana' e quindi in 'zità vecia', il rione più antico che ora è stato interamente ristrutturato, arrampicarmi lungo la 'via della Cattedrale', una stradicciola in salita che quando piove diventa quasi un torrentello,arrivare in cima col fiatone e le gambe tremanti e trovarmi davanti la Cattedrale di San Giusto.


E li riposare, magari tra le colonne della 'basilica romana' in compagnia dei tanti gatti che popolano gli antichi ruderi. Piano piano, quando riesco a strapparmi da quella pace, comincio a salire la stradina che porta al Castello,


passeggio lentamente sui camminamenti lungo il muro di cinta, mi fermo spesso a contemplare il paesaggio che è sempre magnifico. Trieste è dappertutto, da una parte c'è il mare luccicante se la giornata e bella, scuro e minaccioso se piove, intorno ci sono tetti e case e il verde delle alture.
Spesso le stanze interne del Castello ospitano delle mostre o esposizioni e nel piazzale si svolgono manifestazioni musicali o teatrali. D'estate c'è sempre l'occasione giusta per salire al Colle di San Giusto, se non altro per prendere un pò di fresco.
Per tornare in centro non prendo mai l'autobus ma mi addentro tra le stradine del 'parco della rimembranza' camminando in rispettoso silenzio per onorare tutti i volontari triestini caduti nella prima guerra mondiale. Arrivo velocemente alla imponente fontana eretta in epoca fascista, che capeggia la lunga 'Scala dei Giganti'.


Scendendo i molteplici gradini e guardandomi attorno posso notare scorci molto poetici là dove in tempi andati dovevano esserci state aiuole colorate e statue allegoriche. Per fortuna il recente restauro ha riportato alla luce l'antico splendore di questa scalinata.

E alla fine ritorno nella Trieste caotica, trafficata ma piena di vita, e il viaggio verso il mio seppur paradisiaco Villaggio, è sempre malinconico.

Tutte le foto sono prese dal web.


Ma adesso passiamo alla ricetta. Una ricetta di mare, semplice e molto apprezzata, si trova spesso anche nei 'buffet' o nelle osterie. Parlo dei 'Sardoni in savor'.
Ricordo che in famiglia non li amava nessuno se non mio nonno e mia nonna glieli preparava spesso anche se poi  l'odore di aceto e pesce fritto aleggiava per giorni nella casa. Erano altri tempi e non esistevano cappe aspirante e deodoranti per interni...

Ingredienti per .. parecchie porzioni

- un kilo di sardoni (alici)
- almeno tre cipolle dorate (io ho usato le rosse perchè mi piace di più il loro sapore dolce)
- un bicchiere scarso di aceto rosso
- abbondante olio di semi per friggere
- farina
- sale
- due foglie di alloro (facoltative)

Sciacquare e pulire le alici togliendo loro la testa e le interiora.



Asciugarle delicatamente, infarinarle e friggerle in abbondante olio di semi.



Scolarle e adagiarle su carta casa assorbente. Salarle e metterle da parte.


Travasare l'olio in una padella pulita facendolo passare in un colino per eliminare eventuali impurità.


Pulire le cipolle e tagliarle a rondelle,


Metterle a soffriggerle nell'olio delle alici,


Quando inizieranno a dorarsi sfumarle con il bicchiere di aceto,


Abbassare un pò la fiamma, coprire la padella e far cuocere una ventina di minuti o comunque finchè le cipolle non saranno morbidissime.


Prendere una pirofila possibilmente di vetro, adagiare un primo strato di sardoni,


Ora coprirli con uno strato di cipolle stufate. Coprire bene tutto il pesce aggiungendo anche il liquido delle cipolle,.


Fare un altro strato di alici e uno di cipolle. Aggiungere due foglie di alloro.
Coprire la pirofila e fare raffreddare del tutto prima di metterla nel frigorifero.


Tenerle almeno una notte in frigo a insaporirsi, prima di servirle tenere la pirofila a temperatura ambiente per almeno un oretta.


I sardoni in savor possono essere serviti come antipasto ma anche come secondo piatto.


A domani con un altra ricetta!



lunedì 1 ottobre 2012

WHB #353 - Il raccolto

Cari amici eccoci al raccolto, poche ricette ma da leccarsi i baffi letteralmente!
intanto vi ricordo che il Weekend Herb Bloggin è una raccolta settimanale che riguarda tutto ciò che è vegetale. E' una raccolta ideata da Kalyn del blog 'Kalyn's Kitchen' che viene organizzata per la parte internazionale da Haalo di 'Cook (almost) anything at least once' E per la parte italiana dalla cara Brii del blog 'Briggishome'

Ma ecco le ricette della settimana.
Libera del blog 'Accanto al camino' lo sà che amo le sue ricette di funghi, lei è brava, parte per le sue camminate e li raccoglie, li studia e poi li cucina sempre in modo superbo. Ditemi voi se non vi viene l'acquolina davanti a questi 'Crostoni ai funghi Lactarius deliciosus'


E come resistere a questa deliziosa salsa che mi invia Cinzia del blog 'Cindystar'. Lei ci mette ingredienti meravigliosi come i gustosissimi capperi di Filicudi che, credetemi, fanno la differenza. Pronti ad affondare le dita nella 'Salsa Tonnata'? Tra parentesi avete visto che bel piatto da portata? lo adoro!


E' il turno di Brii del blog 'Briggishome' che tra una camminata e l'altra lungo i sentieri del suo meraviglioso lago,  ha anche il tempo di cucinare piatti originali e deliziosi. Diciamocelo, è una specialista nel realizzare ricette veloci e gustose quindi vi bastano 15 minuti per preparare questa 'Insalata di aringhe e patate'


E alla fine ci sono io, con la mia 'Pasta di farro con sugo di melanzane rosse' che mi è piaciuta un sacco, ormai non è più stagione ma la prossima estate spero di trovare ancora queste melanzanine così belle e buone.


Per questa settimana è tutto, grazie a chi ha partecipato!