lunedì 14 marzo 2016

La bottega di Trimalcione - Recensione



Ho conosciuto questo ristorante in occasione del Salone degli oli extravergini d'oliva denominata Olio Capitale che si è tenuta i primi giorni di marzo a Trieste.
Vista l'esperienza entusiasmante dell'anno passato non potevo non farci un salto e dopo aver assaggiato molti oli e comprato anche parecchie bottiglie, io e mio marito ci siamo ritrovati sotto la pioggia, stanchi e affamati. Siamo stati soccorsi da una gentile ragazza che ci ha indicato un ristorante nelle vicinanze, La bottega di Trimalcione appunto.
In occasione della fiera questo ristorante offriva un menù degustazione in collaborazione con 'Costa degli ulivi', una società cooperativa agricola olivicoltori della Valle del Cedrino (Sardegna).



Mio marito aveva già sentito parlare bene di questo locale  quindi abbiamo seguito volentieri il gentile consiglio.
Il ristorante è molto grazioso ed è disposto in modo che possano trovarsi a loro agio sia le tavolate di parecchie persone che le coppiette o le famiglie che vogliono avere un po' di privacy. L'arredamento è un mix tra il rustico marinaro e il raffinato. Le sedie impagliate, il bancone ricavato da uno scafo di barca e gli altri oggetti di ispirazione nautica si accompagnano all'apparecchiatura della tavola in stile minimal e a stampe disseminate sulle pareti dove il grigio e il bianco dominano.


Io ho scelto il menù degustazione mentre mio marito ha preso l'antipasto come il mio e a seguire la tartare di salmone. Oltre al calice di Tocai abbiamo preso anche mezzo litro di Glera, vino bianco da me poco conosciuto, profumatissimo e perfetto per piatti delicati come la mia orata in vasocottura. Un po' meno forse per la tartare visto che il condimento era molto ben bilanciato ma piuttosto saporito. Oltre al pane ci è stato offerto del pane carasau, scelta insolita ma perfetta per accompagnare un assaggio di olio sardo.


Il mantecato di branzino ci ha lasciati estasiati grazie al sapore delicato del pesce che viene esaltato sia dal olio che dalla spolverata di prezzemolo e altre erbe essiccate. Una 'crema' buonissima da assaporare in purezza ma ottima anche spalmata sui crostini dorati e croccanti. 


La mia degustazione è continuata con un filetto di orata e verdure in vasocottura.
Quel che mi è piaciuto di questa preparazione, oltre al sapore naturalmente, è stato il profumo che si è sprigionato quando ho aperto il coperchio, un leggero odore di mare con sottofondo vegetale.





Ammetto che ho quasi più apprezzato il brodo di cottura formato da pomodorini, patate e erbe aromatiche, che il pesce. Per rafforzare un po' il sapore delicatissimo dell'orata ho aggiunto una spolverata di un sale piuttosto particolare che è stato ottenuto dal carapace dell'astice cotto, triturato e mescolato al sale marino. Stranamente non ha un forte gusto di pesce anzi predomina un sentore quasi affumicato. E' un 'sale' talmente particolare e buono che durante il pasto mi sono ritrovata spesso ad assaporarlo così in purezza direttamente dal palmo della mano dove lo avevo versato. Sembravo una capretta!



Della tartare di salmone posso dirvi poco, in primis perché mio marito l'ha spazzolata in pochi minuti e poi perché non amo il pesce crudo specialmente il salmone.
Ho assaggiato giusto un bocconcino e mi è sembrato che fosse ben condito, con una punta di acidità troppo marcata per i miei gusti anche se in effetti è riuscita a neutralizzare l'eccessiva 'grassezza' del salmone. Mio marito ha detto che era 'un esplosione di sapori' (testuali parole). Siccome lui ama la tartare, sia di carne che di pesce, mi fido del suo giudizio.


Anche se nel menù degustazione non era contemplato il dessert non ho potuto rinunciare quando ho sentito che tra la selezione di dolci c'erano le crépe suzette con marmellata di arance amare e ovviamente flambè. Uno spettacolo per gli occhi e il palato.


Alla fine il conto è stato di 70 euro tondi, compreso un caffè e mezzo litro di acqua minerale. Direi che per la qualità delle materie prime, la preparazione dei piatti e per l'ottimo vino il prezzo è stato adeguato.
Vorrei spendere ancora due parole per elogiare il personale puntuale e attento ma non invadente. Sopratutto un plauso per la giovane cameriera che ha risposto con pazienza e preparazione alle mie domande.
Infine i miei complimenti allo chef Walter Zacchini che ha creato piatti di sapore tradizionale ma con quella punta di originalità che li trasforma in vere e proprie 'opere d'arte culinaria'.
Sicuramente tornerò a mangiare in questo ristorante per gustare altri piatti sopratutto la 'Tavolozza di Trimalcione' che mi ispira anche solo dal nome.


La Bottega di Trimalcione

via del lazzaretto vecchio 3 – Trieste

Il locale è aperto dalle 12 alle 15 e dalle 19.30 alle 24.00
Chiuso Lunedi E Domenica Sera

info e prenotazioni:
+39 3478874242
mail: info@trimalcione.ts.it