giovedì 27 maggio 2010

Ultima ricetta invernale - Ossobuco


Infatti questa ricettina l'ho fatta un umido e uggioso sabato di febbraio/marzo (non ricordo bene).
Premetto che non ho mai fatto l'ossobuco, l'ho mangiato molti anni fà a Modena quando frequentavo un ragazzo di là e ci vedevamo nei week end, lui mi portava in piccoli e graziosi localini sparsi nell'Emilia Romagna dove ho scoperto bontà sopraffine come le tigelle o i tortelli... ma vabbè dicevo...
Il sabato mattina io e mio marito andiamo a fare la spesa, lui vede dei succulenti ossibuchi sul banco della macelleria e si va venire le voglie, tu vaglielo a dire 'no l'ossobuco non l'ho mai cucinato'. Alla fine ha vinto lui e mi son ritrovata al pomeriggio col cartoccetto ripieno di sanguinolenta carne a cercare freneticamente su internet la ricetta più semplice possibile per preparare stì benedetti ossibuchi, e l'ho trovata naturalmente!

Stavolta mi sono messa in testa di fare le cose per bene quindi ho fatto pure il brodo a parte e ho usato un ottimo Merlot per sfumare (e ovviamente poi pasteggiare)
Ma andiamo con calma, inanzitutto ho fatto andare il solito trito di cipolla/sedano/cipolla in poco olio EVO, nel frattempo ho messo su anche mezzo litro di brodo di dado.


Ho infarinato gli ossobuchi e messi a rosolare bene, poi ho sfumato con mezzo bicchiere di vino rosso e ho lasciato evaporare l'alcool.


Nel frattempo ho sciolto un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro con un mestolino di brodo e poi l'ho versato sulla carne


ho lasciato ancora un pò ad insaporire, ho salato e pepato e aggiunto un mestolo di brodo.


Ho incoperchiato e fatto cuocere a fuoco medio/lento per un ora e un quarto badando che non si asciugasse il fondo allungando via via col brodo.


Sono venuti una delizia, li ho serviti con un purè di patate bello sodo.


E ora solo ricette estive, visto che finalmente il caldo è arrivato!

domenica 23 maggio 2010

Dopo la pioggia viene il sereno - Biscotti 'rose del deserto'


Finalmente ne siamo fuori, un lungo periodo di pioggia, di umido, di noia mortale... e finalmente questa settimana è tornato il sole. Martedì ho chiesto a mia madre di aiutarmi a fare 'giardinagio'. Abbiamo 'sterminato' le piante di violetta domestica che avevano colonizzato il mio piccolo giardinetto, soffocando ogni altro genere di pianta, il roseto soffriva, la begonia era quasi morta e un altra pianta, di qui non conosco il nome, era agonizzante. Abbiamo lavorato con attrezzi di fortuna (vecchie posate) perchè gli attrezzi da giardinaggio sono seppelliti chissà dove nel sottoscala ma abbiamo raggiunto un bel risultato. Le viole spunteranno ancora il prossimo anno perchè abbiamo lasciato le radici e comunque avevano già cominciato a 'seminarsi' e in più abbiamo interrato dei bulbi di  gladiolo e messe a dimora delle deliziose violette del pensiero.
E dopo la faticaccia abbiamo fatto merenda con caffè e biscottini!
A proposito di fiori, questi biscotti li chiamano 'rose del deserto' perchè somigliano a quei agglomerati di minerali a sfoglia, avete presente? beh i miei si sono un pò 'spatasciati', probabilmente avrebbero dovuto restare un pò più sodi ma erano buonissimi e non ci abbiamo fatto caso alla forma imperfetta :)

Dunque la ricetta l'ho trovata sul bellissimo blog di Blunotte  e ve la riporto:
2 uova,
150g zucchero,
100g burro,
300g di farina 00 (io ho usato la farina autolievitante quindi ho omesso la bustina di lievito)
1 bustina di lievito,
1 bustina di vanillina  (io ho usato una fiala di aroma di vaniglia)
Corn flackes quanto basta
Uvetta, frutta secca o gocce di cioccolato a piacere (io ci ho aggiunto dell'uvetta ammollata nel rum/acqua)

Accendete il forno a 180 gradi.
Fondete il burro e mescolate tutti gli ingredienti tranne i corn flackes che verserete in un piatto.
Create con l'impasto delle palline, rotolatele nei corn flackes a mo' di impanatura, schiacciatele un pò e mettetele su una piastra da forno ricoperta da un foglio di carta forno.
Infornate  per 15 minuti.



Sono deliziosi, morbidi dentro e scrocchiarelli fuori!!
E adesso vado ad aiutare mio marito a fare il barbeque!

giovedì 6 maggio 2010

Nostalgia - Torta marmorizzata


Questo post voglio dedicarlo alla mia mamma.
La mia mamma è stata cresciuta in campagna, dove si ingrassava il maiale per poi ricavarne carne genuina senza dover andare dal macellaio, dove si andava a trebbiare il grano e si facevano i covoni a mano e non con quelle macchine che creano enormi batuffoli di fieno che si vedono oggi nei campi.
E sopratutto si mangiavano cose sane, pane e fichi, polenta, uova di galline ruspanti e latte appena munto con due dita di 'crema' sopra.
Forse è per questo che la mia mamma non ci ha allevati a omogeneizzati e pappe pronte ma cucinando pappe e minestrine in casa con ingredienti che poteva controllare e scegliere.
E poi c'erano i dolci. Credo di non aver visto mai mia madre comprare torte in pasticceria, quando c'era una festa ella tirava fuori un libro magico dove trovava ricette semplici di dolci deliziosi. Poco importa che fosse un vecchio libro della CAMEO, a quei tempi le marche non erano importanti. Unendo le ricette di quel libro, gli ingredienti genuini e semplici e il suo amore per noi, sfornava dolci superlativi.
Quel libro è ancora nella libreria di mia madre e di lui mi son ricordata quando pensavo a come riciclare i kili di cioccolato che ancora ho da Pasqua. Ho pensato alla torta marmorizzata. Queste sono le scansioni delle pagine di quel libro e potete immaginare quanto è stato letto e scartabellato dalle macchie e dalle sgualciture che vedete.
(clikkate sull'immagine per ingrandirla)



Di quella ricetta ho modificato solo il tipo di cioccolato, sostituendo il cacao amaro in polvere con la cioccolata delle uova di Pasqua sciolta al microonde.
E ho usato per la prima volta lo stampo in silicone della Silikomart che ho comprato qualche giorno fa.


 Apro una parentesi per dire che ho letto molti pareri contrastanti su questi stampi di silicone, che sono tossici, che lasciano un cattivo sapore e che sono di difficile utilizzo. Io mi son trovata benissimo invece, prima dell'utilizzo l'ho messo in forno a 220° riempito d'acqua e l'ho lasciato un paio d'ore a 'cuocere'. Poi l'ho lavato col detersivo per i piatti e l'ho imburrato per bene. Lo stampo va imburrato solo la prima volta che si utilizza. Chiudo la parentesi aggiungendo che ho comprato anche uno stampo a forma di cuore e uno per fare i cioccolatini.. sono ingorda!

Torniamo al ciambellone.


Quando ho azionato le fruste per montare il burro sono stata assalita dai ricordi di me e mio fratello che guardavamo affascinati la meravigliosa alchimia che faceva diventare uova, farina, zucchero in Torta. Ovviamente, come capita a ogni bambino, leccavamo avidamente le fruste (una a testa!) che mia madre ci dava dopo aver miscelato il composto e ci contendevamo la terrina da ripulire per bene dopo che l'impasto era finito nello stampo. Spesso a vincere la disputa era mio padre che se ne impossessava e ce la rendeva ripulita da ogni singola goccia di impasto rimasto (che spesso lasciava qualche traccia sui suoi baffoni).
Mia madre riempiva lo stampo prima con l'impasto bianco e poi con quello al cioccolato e poi con abili e aggraziati movimenti miscelava appena i due strati per creare la marmorizzatura.
Cosi ho fatto anche io e quel gesto avrei voluto ripeterlo all'infinito per restare nella magica cucina dei miei ricordi.
Quando mia madre sfornava il ciambellone era sempre una sorpresa tagliare la prima fetta per vedere come i due impasti avevano creato all'interno della torta i suoi arabeschi e devo dire che la stessa sorpresa l'ho provata io ieri tagliando il ciambellone ancora tiepido.


E anche il sapore era quello che mi ricordavo, altro che torte con pochi grassi, con olio, con yogurth.. un bel panetto di 250 gr di burro ecco cosa ci voleva per risentire quel rassicurante sapore di buono che avevo quasi scordato. E al diavolo il colesterolo, le calorie e tutto il resto, il ciambellone oggi è praticamente finito... mi sa che ne faccio un altro per domenica.
 A proposito, domenica è la festa della Mamma.


E questo post è un regalo per te MAMMA.

Con questo post partecipo alla raccolta di Meggy del blog 'Basilico, malva e cerfoglio'